I Sestieri: la particolarità di Venezia

Una delle tante singolarità di Venezia è la sua toponomastica. La città è infatti divisa in sei zone dette i Sestieri e la numerazione delle case è non per via ma per sestiere, l’indirizzo sarà quindi ad esempio Cannaregio 3027 o Dorsoduro 2451. Questa  suddivisione è antichissima e risale addirittura, secondo Tommaso Temanza al tempo del Dogado Vitale Michiel II, nell’anno 1169 probabilmente a fini tributari e amministrativi.


I nominati Sestieri (detti Confinia) che comprendevano in origine una settantina di Contrade con le rispettive Chiese erano divisi in Sestieri de citra (a sinistra del Canal grande rispetto alla Piazza San Marco) e Sestieri de ultra, (a destra del Canal grande).

I Sestieri di citra sono: Castello, San Marco, Cannaregio.

I Sestieri di ultra sono: Dorsoduro, San Polo e Santa Croce.

 Castello: era anticamente una delle isole maggiori su cui sorse Venezia ed ebbe questo nome o perché i primi abitanti vi ritrovarono i ruderi di un antico castello costruito da Antenore o a causa del castello che fu costruito a difesa delle isole reatine.

San Marco anticamente era detta Morso, forse perché il suo terreno era più duro di quello che la circondava e Brolo perché era erbosa e cinta d’alberi. Quando fu trasportato da Alessandria il corpo di San marco e vennero gettate le fondamenta per costruire una Basilica in suo onore, la piazza divenne piazza San Marco.

Cannaregio chiamato così perché, secondo alcuni, è una corruzione di Canal Regio, titolo attribuito per l’ampiezza del canale; secondo altri, e forse con più ragione, il nome deriverebbe da Cannarecium e quindi Cannaregio dai molti canneti che vi si trovavano.

Dorsoduro venne così chiamato perché il suo terreno si elevava sopra il circostante a forma di dorso o schiena, ed era nel medesimo tempo molto duro e consistente; ma in alcune cronache è chiamato anche Dossoduro, da qui alcuni ne fanno derivare il nome dalla famiglia Dosduri che lì abitava.

S. Polo dal nome della chiesa di S.Paolo, volgarmente S. Polo, fatta costruire dai Dogi Pietro e Giovanni Tradonico nel 837.

Santa Croce deriva dal nome della chiesa di S. Croce che gli abitanti, che fuggirono all’invasione dei longobardi e che si rifugiarono in queste isolette, eressero.

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